Ultima modifica: 19 novembre 2016
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Legge su bullismo e cyberbullismo: cosa prevede per la scuola?

A breve la legge sulla prevenzione del bullismo. A scuola resta centrale l’educazione ai comportamenti adeguati


Nel settembre scorso è stato approvato alla Camera il DDL n. 3139, riguardante le Disposizioni per la prevenzione e il contrasto dei fenomeni del bullismo e del cyberbullismo. Si tratta di un provvedimento importante nel riconoscimento di questo fenomeno come condotta illegale, che ha portato purtroppo nel tempo anche ad alcuni esiti molto drammatici, come nel recente caso di Tiziana Cantone, la giovane che ha scelto di togliersi la vita a seguito dell’aggressione subita ripetutamente sul web per un suo video pubblicato.

LA LEGGE – La legge definisce il bullismo come aggressione o molestia ripetuta, allo scopo di ingenerare timore, ansia, isolamento ed emarginazione. Quando poi le vessazioni, le pressioni, le violenze, le minacce, le offese o le derisioni sono compiuti con cellulari o attraverso internet, si parla di cyberbullismo. Le vittime, o i genitori in caso di minori, potranno chiedere di oscurare, rimuovere o bloccare i contenuti offensivi diffusi in rete. I gestori dei siti internet dovranno accogliere la richiesta e agire nelle successive 48 ore. Anche chi commette l’atto di bullismo potrà richiedere, come forma di riparazione del danno, la cancellazione dei contenuti che ha condiviso. Il cyberbullo e chiunque partecipi alla divulgazione del materiale o di dati sensibili potrà essere punito con la reclusione da 1 a 6 anni.

BULLISMO E SCUOLA – La legge prevede per ogni scuola l’individuazione di un referente tra i docenti per le iniziative contro il bullismo e il cyberbullismo. Il dirigente scolastico dovrà informare le famiglie dei minori coinvolti, adottare misure di supporto per la vittima e prevedere sanzioni e percorsi rieducativi per chi commette atti di bullismo e cyberbullismo. Ogni istituzione scolastica dovrà promuovere l’educazione alla legalità e all’uso consapevole di internet, con il supporto della polizia postale e delle associazioni. Il Miur dovrà predisporre linee di orientamento, di prevenzione e contrasto, promuovendo la formazione del personale scolastico e il ruolo attivo degli studenti. Naturalmente, anche con i più piccoli, rimane fondamentale l’educazione scolastica centrata sul riconoscimento delle emozioni e delle differenze, al fine di evitare che i bambini maturino nel tempo atteggiamenti irrispettosi e negativi verso gli altri.

BULLISMO E DISABILITÀ – Il fenomeno del bullismo, purtroppo, non è sconosciuto a scuola e non di rado riguarda le persone con disabilità. Proprio di questo si è occupato un dossier realizzato nel mese di ottobre da SuperAbile Inail, che si è concentrato su cinque casi di prepotenze e vessazioni ai danni di persone con disabilità. I più colpiti sono risultati proprio i ragazzi con problemi intellettivi o relazionali e la scuola e i social network sono emersi come gli ambienti più a rischio. Da uno studio americano è emerso che il 46% dei ragazzi con autismo subisce atti di bullismo e che circa il 94% dei ragazzi con sindrome di Asperger vengono presi in giro a causa dei loro comportamenti bizzarri; secondo quanto riferito dalle madri il 70% è vittima di violenza fisica. Il fenomeno pare essere in diminuzione, anche se resta di grande emergenza, soprattutto tra i giovani, con l’avvento del cyberbullismo.
Cosa fare, dunque?

A scuola come a casa non bastano certo le misure di intervento sanzionatorio sull’autore di atti di bullismo. Bisogna anche prevenire gli atteggiamenti omertosi, educare alla diversità, insegnare i comportamenti adeguati, l’autoregolazione emotiva, aiutare a superare le conseguenze psicologiche e gli atteggiamenti di bassa autostima delle vittime. È anche molto importante che i genitori imparino a riconoscere i segni del disagio dei loro figli, prestando attenzione ai loro atteggiamenti: ansie, stress, problemi di sonno, cambiamenti negli interessi sociali, riluttanza nel parlare, non voler andare a scuola ecc. Potrebbero infatti nascondere un malessere importante. A tal proposito si segnala un’interessante guida per i genitori realizzata dall’Ufficio Scolastico di Padova. Ai genitori dei ragazzi che compiono atti di bullismo si chiede invece di non sottovalutare tali episodi e di collaborare con la scuola al fine di aiutare i figli ad arginare questi comportamenti, aderendo a modelli positivi di socialità.

Tina Naccarato

 

 

 

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