Funzionamento cognitivo limite

Il funzionamento intellettivo limite caratterizza quegli alunni che, in assenza di difficoltà specifiche dell’apprendimento, presentino un risultato ai test di intelligenza tale da collocare il loro quoziente intellettivo tra il valore 70, limite inferiore oltre al quale si potrebbe parlare di ritardo mentale (seppur lieve) e 84, limite superiore oltre il quale si trovano i valori che denotano un adeguato funzionamento intellettivo.

Il FIL può essere legato a fattori neurobiologici ed è frequentemente in comorbidità con altri disturbi.

Le cause più comuni che conducono ad un Funzionamento Intellettivo Limite sono:

  • Sindromi genetiche (vedi aspetti medici);
  • Traumi pre e post natali;
  • Svantaggio socioculturale;
  • Inibizione intellettiva (es. nel caso di disturbi della sfera emotiva);
  • Effetti indiretti di Disturbi dell’apprendimento, ADHD, Autismo, Disturbi della Comunicazione.

Il FIL non è una sindrome, ma un “risultato” finale di cause fra loro diverse.

Come tale non presenta elementi di specificità, poichè ogni bambino, a seconda della natura eziologica del disturbo, e delle caratteristoche individuali, avrà un suo caratteristico profilo cognitivo.

Le caratteristiche dei soggetti con Funzionamento Intellettivo Limite sono le seguenti:

  • frequenti insuccessi ampiamente diffusi e distribuiti su più aree disciplinari;
  • generale lentezza nella comprensione ed esecuzione di ogni compito assegnato;
  • prestazioni tendenzialmente migliori quando le consegne sono fornite attraverso esempi concreti di realizzazione del compito;
  • difficoltà nel comprendere i concetti astratti;
  • difficoltà nel mettere in atto processi di generalizzazione o trasferimento di apprendimenti da un contesto all’altro (es. da una disciplina all’altra o tra compiti simili proposti all’interno della stessa disciplina);
  • difficoltà nell’integrare le nuove informazioni con le informazioni già possedute, cioè difficoltà nell’integrare tra di loro i concetti e riconoscere ciò che li lega (es. appartenenza ad una stessa categoria, i rapporti causa effetto, ecc.);
  • difficoltà nel pianificare e organizzare le proprie attività soprattutto se si tratta di compiti con scadenze a lungo termine (es. compiti da svolgersi in più giornate, ricerche, ecc.);
  • tendenza a sviluppare un forte senso di inadeguatezza, bassi livelli di autostima e forte demotivazione nei confronti di tutte le attività scolastiche nelle quali, a causa, e grazie al loro livello di funzionamento intellettivo, essi sono “perfettamente in grado di percepirsi in difficoltà”.
Centro Territoriale di Supporto  "Alceo Selvi"
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