Ultima modifica: 11 luglio 2016

Bullismo e cyberbullismo

I fattori che permettono di discriminare il bullismo da altre forme di comportamento aggressivo sono:

  • L’intenzionalità (gli atti di bullismo sono intenzionali: il bullo agisce con l’intenzione e lo scopo preciso di dominare sull’altra persona, di offenderla e di causarle danni o disagi).
  • La persistenza nel tempo o sistematicità (i comportamenti bullistici sono ripetuti nel tempo e si verificano con una frequenza piuttosto elevata, persistendo, talvolta, per settimane, mesi, persino anni).
  • L’asimmetria della relazione sia fisica che di personalità (la relazione tra bullo e vittima è di tipo asimmetrico: ciò significa che c’è è basata su una disuguaglianza di forza e di potere, per cui uno dei due sempre prevarica e l’altro sempre subisce, senza riuscire a difendersi vivendo un forte senso di impotenza.

Il bullismo diretto è costituito dai comportamenti aggressivi e prepotenti più visibili e può essere agito in forme sia fisiche sia verbali: il bullismo diretto fisico consiste nel picchiare, prendere a calci e a pugni, spingere, graffiare, mordere, tirare i capelli, appropriarsi degli oggetti degli altri o rovinarli; il bullismo diretto verbale implica il minacciare, insultare, offendere, prendere in giro, esprimere pensieri razzisti.

Il bullismo di tipo indiretto, invece, si gioca più sul piano psicologico, è meno evidente ed è più difficile da individuare, ma non per questo meno dannoso per la vittima (esclusione dal gruppo dei coetanei, isolamento, uso ripetuto di smorfie e gesti volgari, diffusione di pettegolezzi e calunnie sul conto della vittima).

A differenza di quanto comunemente si ritiene, il bullismo è un fenomeno che riguarda sia i maschi che le femmine; si esprime però in modi differenti nei due casi. I maschi mettono in atto prevalentemente prepotenze di tipo diretto, con aggressioni per lo più fisiche, ma anche verbali. Tali comportamenti sono agiti nei confronti sia dei maschi che delle femmine. Le femmine, invece, tipicamente, utilizzano in genere modalità indirette di prevaricazione e le rivolgono prevalentemente verso altre femmine. Poiché le forme di bullismo indiretto sono più sottili e più difficili da riconoscere, il bullismo “al femminile” è stato individuato più tardi rispetto a quello maschile ed è più difficile da cogliere anche per gli insegnanti.

I soggetti implicati nel fenomeno del bullismo sono, generalmente, bambini e adolescenti in una fascia di età compresa tra i 7-8 e i 14-16 anni. Gli individui maggiormente coinvolti sono comunque i bambini delle scuole primarie, nelle scuole secondarie di I grado e nei primi anni delle scuole secondarie di II grado, dove il fenomeno sembra essere più diffuso e pervasivo.

I bambini vittimizzati sono ansiosi e insicuri, spesso cauti, sensibili e calmi, hanno scarsa autostima e opinione negativa di sé. Se attaccati, reagiscono chiudendosi in se stessi. Queste caratteristiche sono tipiche delle vittime definite passive o sottomesse, che segnalano agli altri l’incapacità, l’impossibilità o difficoltà di reagire di fronte ai soprusi.

Nella definizione di bullismo si individuano il bullo e la vittima, ma svolge un ruolo fondamentale anche chi assiste, la cosiddetta maggioranza silenziosa, che osserva, non fa niente e conferma i due ruoli il bullo e la vittima.

 

Cyberbullismo

Il cyberbullismo o ciberbullismo (ossia «bullismo online») è il termine che indica un tipo di attacco continuo, ripetuto e sistematico attuato mediante la rete.

Rispetto al bullismo tradizionale nella vita reale, l’uso dei mezzi elettronici conferisce al cyberbullismo alcune caratteristiche proprie:

  • Anonimato del molestatore: in realtà, questo anonimato è illusorio: ogni comunicazione elettronica lascia pur sempre delle tracce. Per la vittima, però, è difficile risalire da sola al proprio molestatore; inoltre, a fronte dell’anonimato del cyberbullo, spiacevoli cose sul conto della vittima (spesse volte descritta in modo manifesto, altre in modo solo apparentemente non riconducibile alla sua identità) possono essere inoltrate a un ampio numero di persone.
  • Difficile reperibilità: se il cyberbullismo avviene viaSMS, email, o in un forum online privato, ad esempio, è più difficile reperirlo e rimediarvi.
  • Indebolimento delle remore etiche: le due caratteristiche precedenti, abbinate con la possibilità di essere “un’altra persona” online, possono indebolire le remore etiche: spesso la gente fa e dice online cose che non farebbe o direbbe nella vita reale.
  • Assenza di limiti spaziotemporali: mentre il bullismo tradizionale avviene di solito in luoghi e momenti specifici (ad esempio in contesto scolastico), il cyberbullismo investe la vittima ogni volta che si collega al mezzo elettronico utilizzato dal cyberbullo (Whatsapp,Facebook, Twitter, blogs, etc.)

Come nel bullismo tradizionale, però, il prevaricatore vuole prendere di mira chi è ritenuto “diverso“, solitamente per aspetto estetico, timidezza, orientamento sessuale o politico, abbigliamento ritenuto non convenzionale e così via. Gli esiti di tali molestie sono spesso l’isolamento, danni psicologici , come la depressione o, nei casi peggiori, ideazioni e intenzioni suicidiarie. Spesso i molestatori, soprattutto se giovani, non si rendono effettivamente conto di quanto ciò possa nuocere all’altrui persona.

TESTI DI RIFERIMENTO
da European Antibulling Network, progetto finanziato dal programma della Comunità Europea “Daphne III”                                                                                                  

Strategia EAN – position paper

Annali della Pubblica Istruzione Contrasto mafia e bullismo
Documento polizia postale Cyberbullismo
Cyberbullismo manuale per gli insegnanti Manuale pratico per la prevenzione del
cyberbullismo e della navigazione on line a
rischio
   
   
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Stop al Cyberbullismo: 10 corti contro il cyberbullismo  N. 10 Cortometraggi
                                                                                                                                                                                                           
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CTS Genova Cyberbullismo: capirlo per difendersi
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PROGETTI
Progetto TABBY in Internet Cyberbullismo. Manuale per insegnanti
   
   
   
SITI UTILI
Generazioni connesse http://www.generazioniconnesse.it/
Cyberbullismo http://www.cyberbullismo.com/
Network europeo con Kit antibullismo http://enable.eun.org/
SOCIETA’ PRODUTTRICI DI AUSILI
   
   
ISTITUTI
   
   
ASSOCIAZIONI